La parola Anamesi deriva dal greco e significa “ricordo”, in Osteopatia, a mio avviso, rappresenta il momento più prezioso per il professionista che riesce a raccogliere  tutte quelle informazioni utili per entrare in sinergia con il paziente e per instradarsi verso una giusta Diagnosi. Probabilmente gli insuccessi del professionista o la sfiducia da parte del paziente verso lo stesso, passa proprio per l’incapacità di “ascoltare” e quindi di dedicare il giusto “tempo” al nostro paziente. L’ascolto è molto importante, dona al paziente la libertà di esternare ciò che lo affligge, con sue parole, senza badare al formalismo e l’ attenzione del professionista lo renderà più calmo e sicuro nel raccontare.

La giusta interpretazione della “malattia ”e l’analisi del “Biotipo” nella pratica Osteopatica risulta essere per me un punto di partenza chiave nell’efficacia del trattamento.

Qualsiasi tecnica voglia praticare l’Osteopata su di un suo paziente avverrà dopo aver riscontrato la presenza di una “Disfunzione Osteopatica”.
Nell’anno 1950 Korr definì come Lesione Osteopatica “Insidiosa quinta colonna della salute dell’uomo, che mette in grave pericolo l’omeostasi; oggi parliamo invece di Disfunzione Osteopatica e intendiamo come tale la “Perdita totale o parziale di mobilità”.
Inizialmente veniva usato il termine lesione ma fu appunto più avanti rivisto perché sembrava essere troppo forte come concetto e forviare il vero significato che si voleva intendere; la disfunzione è presente nel soggetto “sano” ponendolo in una condizione particolare di funzionamento ed esponendolo alla malattia. Ritroveremo dunque la Disfunzione a metà tra una condizione Fisiologica ed una Patologica, la malattia comparirà tanto velocemente in un paziente quanto più rapido è il periodo nel quale sarà sostato in disfunzione.

Cos’è?
L’Osteopatia è una medicina manuale nata alla fine del XIX secolo ad opera del dott. Andrew Taylor Still. Quando si parla di osteopatia il riferimento è ad una medicina alternativa e svariati sono gli ambiti di applicazione di tale tecnica.
Questa disciplina si esprime nel pieno rispetto delle scienze fondamentali e le conoscenze mediche tradizionali (anatomia e fisiologia) ma a differenza di queste ultime non prevede l’uso dei farmaci o della chirurgia nella risoluzione della problematica di salute. Lo strumento sono le mani dello specialista. Il caso patologico viene studiato in modo sistemico (globale), a differenza della medicina tradizionale che al contrario utilizza un approccio analitico e circoscritto; malgrado queste differenze di approccio, le due discipline (medicina tradizionale e osteopatia) sono complementari e compatibili
l’una con l’altra, al fine ultimo di ottenere il benessere del paziente mediante un approccio che si avvalga di entrambe le armi terapeutiche.

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